Consigli per inserire la frutta al pasto - Profondamente buono

Buono a sapersi

Ogni settimana tanti consigli e curiosità firmati
dalla food blogger Teresa Balzano, dalla nutrizionista Carmen Zedda
e dalle viaggiatrici cosmopolite PinkTrotters.

Nutrizione&Benessere
27/04/2018

Consigli per inserire la frutta al pasto

Consigli per inserire la frutta al pasto

Il consumo di frutta è raccomandato in almeno tre porzioni giornaliere, per assicurare al nostro organismo il giusto apporto di fibre, vitamine e sali minerali. All’interno della nostra dieta settimanale è importante variare il consumo di frutta di stagione, da mangiare nel giusto grado di maturazione, ben lavata e possibilmente con la buccia.

I momenti della giornata in cui possiamo mangiare frutta sono vari. Colazione e merende, mattutine o pomeridiane, sono le occasioni più indicate. Quando siamo a stomaco vuoto, infatti, l’organismo è più ricettivo nei confronti di tutti i preziosi nutrienti contenuti nella frutta. Alcuni benefici sono immediati: il fruttosio ci aiuta a sentirci subito più concentrati ed energici, senza causare picchi glicemici, e l’acqua ci aiuta a reidratarci. Per prolungare il senso di sazietà e favorirne la digestione, possiamo abbinare il consumo di frutta a quello di cereali integrali o a latticini, come latte, ricotta e yogurt.

Il consumo di frutta a fine pasto è stato spesso additato come il principale responsabile di una cattiva digestione. Quando il pasto è correttamente bilanciato e non abbiamo problemi di intestino infiammato o irritabile, non c’è motivo di evitare l’associazione della frutta ai pasti principali qualora sia gradita.

Un’eccessiva fermentazione, e il gonfiore che ne deriva, può presentarsi quando la frutta viene consumata alla fine di un pasto troppo ricco di carboidrati complessi, proteine e grassi, perché la digestione dell’intero pasto in sé richiede un tempo e un impegno maggiore per stomaco e intestino.

Nel caso in cui si stia seguendo un regime a basse calorie o si sia affetti da diabete, si dovrà prestare attenzione a non introdurre frutti troppo zuccherini, come cachi e banane, oppure a non abbinare la frutta a una porzione troppo abbondante di pasta, pane, riso o patate.

Possiamo cominciare il pasto con una mela, una pera, una prugna o un paio di mandarini, per dissetarci e proteggere le pareti dell’apparato digerente con fibre e antiossidanti; oppure possiamo concludere un pasto a base di carne o pesce fresco o in conserva con dell’ananas fresco, un’arancia o un pompelmo, i cui enzimi favoriscono la digestione delle proteine. Via libera anche al kiwi, un concentrato di vitamina C, E, potassio, magnesio, ai frutti rossi e a tutti gli agrumi: per il loro contenuto in vitamina C, svolgono un ruolo fondamentale nel processo di assimilazione del ferro.

Di Carmen Zedda, Nutrizionista di Bologna si occupa di diete per sportivi, educazione alimentare, dieta personalizzata.