Vi presento l’Acarajè a Nord-Est di Bahia, tra le onde del Brasile. - Profondamente buono

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Lifestyle
18/05/2017

Vi presento l’Acarajè a Nord-Est di Bahia, tra le onde del Brasile.

Vi presento l’Acarajè a Nord-Est di Bahia, tra le onde del Brasile.

Benvenuti in Brasile diremmo noi occidentali, Bom dia direbbero loro, un popolo di soli ottimisti, pieni di vita e di musica melodica e malinconica che comunque riesce a regalare movimenti che non so davvero da dove provengano.

Quando entri il Brasile, in particolare nello stato di Bahia, non puoi che trovare chi ti parla del piatto più tipico, l’Acarajè. E’ una cucina afro-brasiliana, che potrebbe assomigliare molto da lontano ad una pasta e fagioli. Il protagonista è il feljao fradinho con sale e cipolla. Il tocco magico sono le foglie di palma, rigorosamente fritte con un metodo che conoscono solo le vecchie signore del Nord-Est del Brasile.

Peperoncino, gamberi, vatapà e caruru (non voglio svelarvi cosa siano!) accompagnano la cottura. Se un giorno voleste comprare questi prodotti magici, potete trovarli sul tabuleino da baiana, delle piccole bancarelle in cui è acquistabile il fagiolo bianco nelle sue più antiche vesti.

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Nello Stato di Bahia questo piatto è costume friggerlo e imbottirlo per strada, e mangiarlo quindi sul posto, senza troppi lamenti su dove o come sedersi.

In Africa lo stesso prodotto è chiamato “Palla di fuoco”, àkàrà per la precisione, dove je ha il significato di “mangiare”. In Brasile le parole si avvicinarono e crearono il titolo di Acarajè, ossia mangiare la palla di fuoco.

Nonostante sia venduto nelle strade in un contesto “profano” viene ancora considerato un cibo sacro agli dei. La sua ricetta, benché non sia segreta -perché in Brasile la convivialità e in gergo il “compartir” è alla base della loro cultura- non può essere modificata. Tutti la sanno e così la preparano.

Vi dico solo un segreto, per un acarajé di pasta morbida la differenza la fa il tempo dedicato alla battitura della pasta, fatela diventare una spuma e il resto verrà da sé.

La ricetta:

Ingredienti per la pasta di 10 Acarajè
1/2 kg di fagioli cannellini secchi
Sale qb
1 cipolla tritata molto finemente
olio di palma, in alternativa olio extra vergine d’oliva, per friggere

Preparazione:

Prendete i fagioli e maneggiateli fino a che non vi sembrano leggermente caldi, poi lasciateli riposare in acqua a temperatura ambiente per un’intera giornata. Una volta passate le ore necessarie smuoveteli con le mani e togliete le bucce che saranno venute in superficie. Scolateli per bene, frullateli aggiungendo cipolla e sale (se vi piace il coriandolo ci sta benissimo), mescolate energicamente fino ad ottenere un composto cremoso e omogeneo. Poi con un cucchiaio preparate delle “palle” da immergere nell’olio bollente, abbondante. Friggete l’acarajè da entrambi i lati, facendolo ben croccante. Tagliatelo a metà e servitelo adagiando gamberi secchi o fritti e salsa piccante. Se volete sono i benvenuti anche i pomodori tagliati a cubetti e il vatapà, una crema di verdure e pesce.

Questo articolo è stato scritto da una delle nostre PinkTrotters, appassionate di viaggio che ci portano alla scoperta di #StorieDiMare, raccontandoci, con uno storytelling fotografico d’impatto, i luoghi di mare più caratteristici in giro per il mondo.